Le principali percussioni usate nella salsa

Premessa

La musica e le percussioni nella cultura latino americana e nella salsa qualcosa di davvero importante e studiarle nei minimi dettagli aiuta gli appassionati del mondo salsero a scoprire di più relativamente alle composizioni musicali e ai ritmi sui quali ballare. Premesso che gli strumenti utilizzati per la salsa sono molti, è nostro interesse però analizzare di seguito in particolar modo solo le principali percussioni.

“Crescendo mi sono accorto di quanto sia importante avere saldi legami con le proprie origini. La musica a Porto Rico è quasi una questione politica: i benestanti ascoltano musica anglofona mentre le classi meno abbienti sono fan delle sonorità latine. Tra gli anni settanta e ottanta però qualcosa è cambiato e noi portoricani abbiamo iniziato ad andare orgogliosi della nostra musica: eravamo repressi e ci siamo liberati.” (Ricky Martin)

 

Indice

Claves e maracas

Il bravo percussionista Antonio Gentile spiega “la clave”

“Nella mia carriera ho cantato accompagnata da centinaia di strumenti diversi, alcuni anche in oro massiccio, altri dalle dimensioni vertiginose, ma mi ha sempre impressionato il fatto che tutti i musicisti di salsa seguono il ritmo di due legnetti dal costo insignificante, che si chiamano claves” (Celia Cruz alla domanda “Quale strumento l’affascina di più” posta da Gianni Salvaterra durante una famosa intervista a Modena nel 2001).

 

Le claves sono strumenti appartenenti alla famiglia degli idiofoni, nate a Cuba probabilmente a seguito di un uso improprio delle caviglie marinare nei cantieri navali.
Il suono dei due legnetti è acuto e si esprime maggiormente attraverso la cassa armonica della mano che il percussionista tiene a coppa. Infatti un legnetto produce il caratteristico beat salsero, quello che tutti i musicisti seguono, mentre l’altro colpisce lo stesso nella parte mediana.
Dove sono le claves non mancano quasi mai le maracas, altrettanto note ai ballerini di salsa. Dal punto di vista musicale i primi però hanno maggiore importanza dal momento che sono finalizzati a un conteggio ritmico ben preciso; in altre parole svolgono il ruolo dell’hi hat, o charleston, di una batteria all’interno di una band musicale (il metronomo). Invece, le maracas possiamo definirle da abbellimento, nonostante rappresentino un valido tappeto sul quale ballare: famose sono le oscillazioni delle spalle al suono delle maracas.

 

Bongo e congas

Sebbene sia stata definita l’origine di queste due percussioni appartenere all’Africa, la musica salsera, dalla timba alla nueva trova, si serve moltissimo del bongo e della conga (l’importazione dello strumento viene dagli schiavi neri nel periodo della colonizzazione latino americana ad opera degli europei).

 

Il bongo

Spiegazione dell’uso dei bongos

È costituito da una sola membrana a pelle al di sopra della cassa armonica (sono due i tamburi) prevalentemente formata da legno che è in grado di produrre suoni medi e altri acuti, a seconda dei “golpes” del percussionista. I golpes sono dei colpi (da qui il significato del nome spagnolo) che spesso aprono le canzoni di salsa, praticati con la mano e talvolta con le bacchette.
Diverso, invece, è il suono del glissando che è caratterizzato dallo sfregamento del dito medio sulla pelle del tamburo, non raramente bagnato e inumidito con il sudore della fronte o con la saliva.

Differentemente da quanto credono in molti e cioè che il bongo sia in linea generale un tamburo qualsiasi, esso è in realtà, come abbiamo detto, è formato da due tamburi, uno chiamato hembra, il più grande, e l’altro conosciuto come macho, il più piccolo.
Come le maracas, il bongo è uno strumento per creare abbellimenti e fraseggi.
Diverso è ancora il ruolo della conga, che si impone rispetto al bongo.

 

La Conga

Ed ancora Antonio Gentile spiega le congas approfondendo molte tipologie di colpi ed il famoso tumbao

La conga è un derivato del makuta congolese, il quale era costruito, almeno in Africa, attraverso la lavorazione di un legno cilindrico svuotato dove si applicava poi una pelle bovina tirata.
Infatti, la conga caraibica mantiene più o meno le stesse forme, ma è oggi giorno fabbricata con fibre di legno o vetro per quel che riguarda il fusto e con pelli di cammello, capra, bue o sintetica per il piatto membranoso.

Appartenente alla famiglia dei membranofoni, appunto, la conga è forse una delle percussioni più complicate da suonare perché richiede una specifica specializzazione tecnica dei golpes su ciascuna versione di conga utilizzata cioè:

  1. la tumbadora,
  2. la supertumba,
  3. il seguidor, o tres golpes,
  4. il ricardo
  5. e il nino

Le tecniche si dividono in

  1. monoteo (un basculante di dita e palmo della mano),
  2. lo slap (un colpo secco al centro della pelle- “slap” è un sostantivo inglese che significa “schiaffo”),
  3. l’aperto (che differisce dallo slap perché colpisce il bordo della cassa),
  4. ed infine il basso (dove la mano, non arcuato come nello slap, colpisce il centro del tamburo).

Molti percussionisti, una volta apprese le diverse tecniche di golpes, si divertono nell’improvvisazione mista.

 

Guiro e cabasa

“E’ curioso osservare che strumenti a percussione come il rullante e il tamburo militare, il tamburello e le nacchere, non siano riusciti a trovare un così largo impiego nei gruppi popolari urbani (latino americani, si intende) né a diventare così indispensabili come le maracas, le claves, le congas” (Natalio Galan).

Volendo essere precisi, insieme alle claves, il rascador, o più semplicemente il guiro, rappresenta uno strumento fondamentale nel panorama caraibico. Utilizzato in passato anche dagli schiavi neri, veniva costruito dalle zucche, dentro le quali, una volta svuotate, si faceva passare un bastoncino che produceva un suono del tutto simile a quello delle raganelle.
Attualmente il guiro è fatto di vetro, metallo e plastica ma il suono della raganella che accompagna il beat principale delle claves non è cambiato. Usato nella salsa, nel merengue, nella samba e nella rumba è considerato parte integrante della cultura cubana.

Per la bossa nova, genere musicale di origine brasiliana, abbiamo la cabasa che con il tempo ha anch’essa colorato e abbellito i ritmi caraibici.
La cabasa è formata da una impugnatura di legno alla quale si aggiunge un cilindro metallico e delle catene di biglie di acciaio. La scelta di aver presentato e descritto insieme il guiro (rascador) e la cabasa è stata motivata dal fatto che entrambi gli strumenti richiedono un’oscillazione della mano ritmica: nello sfregare il bastoncino all’interno del guiro e nel muovere le biglie di acciaio della cabasa.

Se vuoi leggere un altro breve articolo ti consigliamo “tempo e ritmo nella salsa”

Le principali percussioni usate nella salsa ultima modifica: 2020-07-04T12:11:58+00:00 da gianluca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.