La salsa yoruba e il culto di chango

Gli allievi delle tante scuole di salsa cubana, e gli appassionati della cultura cubana, dovrebbero conoscere le relazioni tra la salsa e i culti religiosi cubani

 

Indice

 

“No ma si, no masi o ko ma si eni to o dabi re Oba mi o Iberu ko si, ko si fun mi o Nitori iwo nikan soso l’oba mi, l’ojo gbogbo.” (Canto nigeriano in lingua Yoruba).
“Non c’è nessuno, non c’è nessuno, non c’è nessuno come te mio Signore, non c’è paura in me, per te solamente, per sempre, per sempre mio Signore.”

La deportazione degli schiavi neri dall’Africa in America Latina sotto il colonialismo europeo portò inevitabilmente una fusione di culture che si tradusse esteticamente nel ballo e nella danza in un’influenza fortemente dominata dai riti Yoruba dell’Africa Occidentale. Dal momento che non era lecito agli schiavi professare le loro religioni si trovò un escamotage per nascondere la pratica dei culti sotto criptiche immagini dei santi cattolici, tale che si generò un vero e proprio sincretismo.
Sostanzialmente ad ogni divinità degli Yoruba, ma più in generale dei deportati veniva associato un santo e perciò si continuava a professare regolarmente il proprio credo sulla base di un “Olimpo di divinità” già formato e prestabilito.

 

Un Dio protettore

i tamburi batà
i tamburi batà sono uno dei simboli di Chango, e sono gli strumenti essenziali dei canti yoruba

Basandosi su quanto scritto da Ambrogio Donini in “Breve storia delle religioni” così commenta Gianni Salvaterra in “Santeria Cubana – Dizionario ragionato: culto, rituali, simbolismo” riguardo la relazione tra Orisha e danzatori di salsa:

“Moltissime credenze nascono dal concetto di un rapporto immaginario di parentela tra l’uomo e l’essere supremo e trascendente che integra l’universo con i suoi elementi e i suoi prodotti animali e vegetali. Secondo la dottrina santera, l’essere umano discenderebbe quindi da un Orisha dal quale si dice che sia figlio e che lo accompagna per tutta la sua vita per proteggerlo, guidarlo o anche per sottoporlo a un castigo ogni qual volta infrange le regole che gli sono state imposte”.

Accettando di seguire il culto degli Orisha, dunque, il fedele si accingeva a servire il proprio dio protettore, seguendo determinati precetti, rispettando e venerando alcune norme.
Abbiamo già fatto presente in un altro articolo da noi scritto sulla salsa, che verrà in seguito pubblicato, che nel ballato questa devozione si esplica con delle figure che rimandano all’Orisha preso in considerazione. Talvolta alle singole movenze si associano delle litanie e formule liturgiche in lingua Yoruba perché la salsa primitiva, quella che cioè è improntata sul culto degli Orisha, è a tutti gli effetti un’espressione religiosa.

È curioso il fatto che ormai siano davvero pochi a parlare e a comprendere lo Yoruba, sebbene molti recitino a memoria le formule senza comprenderne davvero il significato.
È durante le feste e le celebrazioni non private che si balla la salsa Yoruba, chiamiamola anche in questo modo, principalmente incentrata su tematiche quali l’amore e il benessere fisico.

Va però sottolineato che non tutte le figure di salsa primitiva siano pacifiche, dal momento che alcuni Orisha sono per indole più aggressivi di altri e tale comportamento si tradurrà nella danza sotto forma di un’estetica meno aggraziata e maggiormente rigida o composta.
Tipiche sono le entrate in scena dei ballerini di salsa Yoruba che imitano gli antichi guerrieri dell’Africa Occidentale cacciare le fiere e i nemici dai propri territori: si finge di impugnare un’asta o una lancia e mentre il beat fa da intro si anticipa la performance di pura salsa con delle rimembranze tutte folkloristiche.

I frequentatori dei tanti corsi proposti dalle varie scuole di salsa, è importantissimo che comprendano approfonditamente le relazioni tra questa danza e le sue radici pagano/religiose.

 

Chango o Santa Barbara

collana di chango bianca e rossa
Collana di Chango con i suoi colori il bianco e il rosso e uno dei suoi simboli l’ascia bipenne

Sincretizzato con Santa Barbara dal rito cattolico-romano, Chango, anche noto come Sango o Xango, è il principale Orisha della salsa primitiva. Nei racconti tradizionali della mitologia Yoruba, che prendono il nome di pattakin, Chango viene descritto come il dio del fuoco, dei fulmini e dei tamburi. Qualcuno ha supposto che i primi due elementi siano presenti per un incontro che gli Yoruba ebbero con la mitologia greca e che perciò Chango fosse stato ripreso dall’Olimpo dell’Europa Meridionale (Zeus).

Tuttavia grande interesse suscitano i tamburi batà, rappresentativi e praticamente insostituibili in un’esibizione di salsa Yoruba. Ciò che caratterizza infatti il culto a Chango, oltre i movimenti fisici e lo stile estetico, sono pure gli strumenti e in particolar modo

  • i tamburi,
  • le percussioni
  • e il tipo di canto.

Una delle artiste più note è ad esempio la cantante Martha Galarraga, grande esperta del canto haitiano, del Son, del cha cha cha, del Carabali e dell’Arara.
In fin dei conti nella tradizione e nel folklore africano si mischia la cultura cubana e scindere le diverse realtà diventa assai difficile. Torniamo però un attimo a Chango.
Tanti sono i suoi aspetti e quando il ritmo si fa incalzante lo si invoca come guerriero dei tamburi, ovvero come Chango Obbanà. I suoi colori sono

  • il rosso (espressione di forza e vigore,
  • e il bianco (espressione di purezza).

Chi viene iniziato al suo culto veste infatti di bianco per circa un anno, al termine del quale verrà giudicato un fedele servitore.
Nella salsa questi colori di declinano nel vestiario in maniera evidente: a Cuba nel giorno di Santa Barbara diversi gruppi di salsa indossano delle tuniche e degli indumenti rossi e bianchi, offrendo al dio (o dea) il culto di ballo.

 

Sotto le luci della ribalta

statua di Olumeye divinità orisha
Statua di Olumeye: divinità Orisha dell’ospitalità e del rispetto altrui che connota uno stile salsero armonioso e vivace

Quando la danza Yoruba cominciò ad uscire allo scoperto ce lo fa presente ancora una volta il Salvaterra nel testo già citato.

“A partire dalla metà del XIX secolo, a L’Avana le festività dei cabildos iniziarono a svolgersi con una certa frequenza ogni domenica, dal pomeriggio fino a notte, fuori le mura della città e previa autorizzazione delle autorità coloniali. La danza, le musiche e i canti erano le prime attrazioni di queste feste, per i membri come per i visitatori, e si svolgevano in ampie sale”. (Ab ibidem)

Storicamente risulta importante l’anno 1887 quando i fedeli dei culti Yoruba per poter professare liberamente i propri riti con la legge detta di “Associazione” dovettero iscriversi in società di mutuo soccorso dietro l’adorazione dei santi cattolici. Quello che gli schiavi sotto il periodo del colonialismo già facevano (sincretismo) diventò norma effettiva e la mescolanza fu così immediata.

 

L’Ortiz

Tra le molte guide e i tanti manuali su come ballare la salsa primitiva quelli di l’Ortiz sono i più ricercati. In questi libri sono riportati i movimenti del corpo specifici per ogni Orisha, dal busto alle gambe, fino al vestiario e sempre più amatori della salsa ne sono alla ricerca con l’obiettivo di approfondire i significati religiosi.

E’ opinione dello scrivente che qualsiasi scuola di salsa cubana ha tra i suoi compiti principali lo studio del folclore e delle sue danze; solo cosi gli allievi potranno crescere nel rispetto e nella comprensione delle radici di questa danza; e solo cosi a nostro parere, è possibile raggiungere certi traguardi nella salsa cubana.

La salsa yoruba e il culto di chango ultima modifica: 2020-07-30T11:00:03+02:00 da gianluca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.