Come È Strutturato Un Centro Estivo

Esistono Diversi Tipi Di Centri Estivi A Roma – Alcune Caratteristiche Sono Comuni – Altre Li Differenziano

L’organizzazione e le attività da poter svolgere in un centro estivo variano a seconda delle località che lo ospitano. Prima di tutto un centro estivo è una sorta di soggiorno-svago per bambini e ragazzi in un periodo estivo più o meno lungo, dove i partecipanti sono seguiti per diverse ore della giornata da animatori che hanno il compito di intrattenerli attraverso giochi e altro. Ogni giorno, infatti, viene organizzato un programma di attività in base alle condizioni del clima e vengono suddivisi più gruppi in base a fasce di età. In alcuni centri estivi, all’atto dell’iscrizione, il bambino viene “arruolato” in una squadra a random e conoscerà i suoi compagni con i quali stringerà un’importante intesa per poter vincere i membri delle altre squadre.

Caratteristica fondamentale, in realtà, è un momento della giornata dedicato al dialogo, magari a una riflessione in seguito alla videoproiezione di un film, dove tutti, esprimendo il proprio parere e pensiero al riguardo, si conoscono. L’espediente delle squadre deve essere finalizzato esclusivamente all’andamento logistico del centro estivo, ma non deve presupporre che si creino fazioni nemiche perché il gioco è bello e divertente quando è anzitutto sano.

I leader delle diverse squadre sono animatori che, facendo parte dello staff, hanno il compito di preparare sfide e di arbitrare i numerosi duelli. I giochi più famosi sono quelli costruiti sulle parole, sulla corsa e la recitazione. A contornare gli altri momenti ci sono attività ricreative come il ballo, (balli di gruppo in particolare), gli sport (Basket, calcio e pallavolo sono i più comuni), il disegno e gli esercizi manuali, come imparare a usare un computer o a costruire una bussola.

Tutto è pensato per il divertimento dei bambini sotto un’ottica di salvaguardia di valori che stanno andando nella dimenticanza comune. Il bambino impara a rispettare l’altro e il suo spirito di competizione durante le gare non può che alimentare la sua voglia di crescere ed imparare cose sempre nuove.

Non sono rari i centri estivi che partono con un tema ed un titolo ben preciso, spesso ripreso dai cartoni animati famosi e usciti di recente. Se, ad esempio, il tema fosse “Hercules” le squadre potrebbero chiamarsi “I piccoli centauri, “Le creature alate” e altri nomi simili e fantasiosi che rimandano al cartone stesso.
È compito dello staff, poi, recitare ruoli ben precisi portando i partecipanti ad una recitazione immediata e improvvisata; quello che avviene un po’ nei grandi giochi di ruolo dal vivo. Tuttavia, se in questi ultimi si è consapevoli di giocare una parte fittizia e fine a se stessa, nel mondo del centro estivo tutto ha uno scopo didattico: la crescita caratteriale in uno spirito di serenità e tranquillità.

Non esistono e non devono esistere favoritismi né preferenze. Il percorso dei giochi fa sì che ogni squadra, al termine dei match, acquisti dei punti e un arbitro riporta su un grande tabellone i diversi punteggi di ogni team. Nel caso in cui il centro estivo duri diverse settimane, la squadra che ha totalizzato più crediti al termine della prima settimana, inoltre, avrà il privilegio di godere di qualcosa in più rispetto a tutte le altre, per esempio un prolungamento di qualche minuto nelle attività di svago.

Le pause sono spesso segnate da suoni di campanella (meccanici se la struttura ne è dotata e strumentali se con oggetti suonati da arbitri), che indicano spuntini intermedi o richiamano l’attenzione per l’inizio di un nuovo gioco.

È indispensabile che al termine di ogni giornata il gruppo di animatori si incontri per discutere di ciò che è stato e di ciò che sarà l’indomani. Nello staff si propongono attività e laddove ci si rende conto che sussistano screzi, litigi e incomprensioni tra due o più bambini si interviene immediatamente. La sicurezza è la strada sulla quale ci si deve muovere.

E i genitori che fine fanno?
Non sono estranei a tutto lo svolgersi del centro estivo ma, anzi, possono motivare maggiormente il proprio piccolo durante un gioco, incitandolo a mettercela tutta. A tal proposito è importante dire che il centro estivo non deve essere visto necessariamente come una scuola estiva, perché gli animatori spessissimo non sono né professori né maestri e spesso non hanno neanche la fantasia né la voglia di intraprendere una carriera simile. Quindi è sbagliato pensare che lo staff debba ricoprire in ogni centro estivo dedicato ai bambini, un ruolo che non gli appartiene: il fine in molti centri è solamente ludico, punto. Alcuni centri (a Roma ne esistono alcuni) però hanno fini oltre che ludici, di tipo didattico.

Chiaramente un animatore è una persona che tendenzialmente ama stare con i bambini e, anzi, è spesso richiesto dagli organizzatori del centro estivo un personale qualificato in aree come quelle pedagogiche e pediatriche.

La Relazione Animatore Bambino

Non può che crearsi una sintonia ed un’empatia tra animatore e bambino, soprattutto in quelli appartenenti alla stessa squadra. Spesso l’animatore viene visto come il fratello maggiore o la sorella più grande, perché in effetti ricopre un ruolo tipico di colui che desidera proteggere e intrattenere il più piccolo. L’animatore è anche il portavoce dei desideri del piccolo ai genitori dello stesso. Ha il compito di avvertirli nel caso in cui il bambino ha la pretesa di rientrare a casa.

L’animatore riferisce l’andamento dei giochi, eventuali vittorie e sconfitte, è colui che talvolta si trova a sostituire la mamma o il papà, magari aiutando il fanciullo a mangiare. L’animatore, infine, è colui che deve evitare situazioni bollenti in momenti critici, quali possono essere le finali di giochi di squadra importanti.

È lo staff organizzativo che dà compiti agli animatori e che li riprende nel caso in cui abbiano atteggiamenti poco conformi all’ambiente puerile. Gli organizzatori, va detto, sono nient’altro che i supervisori del centro estivo, quelli a cui ci si deve rivolgere quando si hanno dubbi logistici e quelli che risolvono problemi tecnici e relazionali (dalla lampadina fulminata al dialogo con i genitori).
Non saranno isolati i casi in cui il bambino, saltando di gioia, ritornerà a casa raccontando la giornata trascorsa affianco dei suoi compagni e a quel gigante buono dell’animatore che non ha fatto altro che sorridere e farlo sorridere.

Il ricordo che resta impresso nella mente di molti ragazzi che hanno frequentato centri estivi, infatti, non sono tanto gli altri bambini quanto piuttosto l’immagine degli animatori, che animavano, appunto, tutta la giostra, come tanti fiori colorati in un prato sempre verde.

Come È Strutturato Un Centro Estivo ultima modifica: 2016-04-15T00:00:25+00:00 da gianluca

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