Storia Della Salsa

Ballo: salsa cubana
Foto di uno spettacolo di salsa cubana al teatro Parioli

I primi passi della salsa nascono nelle Isole Caraibiche e, più precisamente, nelle colonie Spagnole.

Anche la salsa, come la maggior parte dei balli latini, affonda le radici in epoca di schiavitù. Proprio a causa della condizione in cui vertevano gli schiavi africani nelle colonie, i passi sono semplici e quasi sempre “sul posto”: gli spostamenti sono molto ridotti e vi sono aperture e chiusure a stretto raggio (una gamba ferma e l’altra in avanti o indietro e cambio gamba). Ciò era dovuto alle catene che tendevano a bloccare uno dei piedi dello schiavo affinché non scappasse, pertanto il movimento che egli poteva fare era davvero molto limitato. Il ballo nasce intanto come una ginnastica per non permettere alle articolazioni di atrofizzarsi, per evitare i crampi e per sciogliere i muscoli sotto tensione a causa di posizioni scomode. Man mano il movimento è divenuto uno sfogo, poi una speranza, infine, accompagnato da note musicali, un vero e proprio respiro, come se danzando potessero assaporare la libertà e la vita. Ballando lo schiavo esprimeva il proprio sentimento di rivalsa, ma anche la gioia di vivere, sempre e comunque, e il ricordo dell’amata terra madre, quasi a dire che potevano toglierli la dignità ma non la voglia di vivere e di creare.

Ma questi passi erano solo una parte di quelli che compongono la vera e propria “salsa”.

Difatti musica e passi sono l’unione di tre diversi ritmi: il primo trae origine dal modello musicale spagnolo e africano, portato da spagnoli che si erano trasferiti in terre africane per colonizzarle, il secondo da quello francese e il terzo è un modello musicale basato prettamente sulla cultura africana pura, in cui ogni percussione era accompagnata da balli e canti, e le danze popolari erano dei veri e propri riti sociali.

Con l’indipendenza dalle colonie spagnole, la libertà conquistata aveva portato gli ex schiavi a spostarsi soprattutto nei grandi centri alla ricerca di una vita, finalmente, dignitosa. Qui il ritmo e i passi si trasformano, si abbelliscono e diventano vero e proprio “ballo”. Man mano che avveniva l’integrazione dei più svariati popoli e culture, si mescolava anche il ballo ad altri balli e tendenze. La sua natura muta, pertanto, divenendo poliglotta. Diventa, appunto, una “Salsa”.
La capitale della salsa, per anni, è stata New York City. Qui si riversarono la maggior parte degli africani deportati che danzavano al ritmo di quella conosciamo oggi come salsa per sentire vicino il loro Paese. Molti strumenti utilizzati nella salsa, come per esempio la conga, appartenevano infatti solo alla cultura musicale africana fino ad allora. Danzavano per le strade e a loro, spesso, si univano portoricani, colombiani, cubani e indigeni. Da New York la salsa si è fatta strada rapidamente in tutto il sud America, e nel resto del modo dal secondo dopoguerra ad oggi.

Ovviamente via via che il raggio di pratica si allargava, molte erano le novità che venivano apportate al ballo e alla musica. Dai brasiliani ai giapponesi, dai messicani agli europei, ognuno apportava valore un valore aggiunto, fino ad avere i diversi stili che conosciamo.

Storia Della Salsa ultima modifica: 2016-03-22T09:46:51+00:00 da gianluca

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