Ricordi d’infanzia

Spesso, soprattutto in prossimità della bella stagione, ci si interroga su quale sia l’utilità dei centri estivi e soprattutto su quali siano i criteri migliori per orientare le nostre scelte; quasi mai, però, si riflette sulle medesime questioni attraverso il punto di vista degli utenti principali dei centri estivi, ovvero i bambini e le bambine che li frequentano.
I centri estivi attuali hanno soppiantato le colonie estive, che ancora appartengono ad una memoria recente, e molti giovani adulti attuali possono ripescare nelle proprie memorie di infanzia le esperienze più disparate.
Ve ne proponiamo una, tra tante.
Il racconto che abbiamo raccolto ci parla di una serie di centri estivi romani, attivi intorno al 1990, la maggior parte dei quali prevedeva che i bambini partecipassero ad attività sportive-ricreative come: tennis, pallavolo, calcetto, giochi da tavola, ping pong. Attività che spesso i bambini erano costretti a seguire, senza avere la possibilità di scegliere le discipline a loro più affini.
Ricordiamo come molta parte della pedagogia e delle scienze sociali considerino la decisionalità un momento fondamentale per lo sviluppo di un’individualità matura.
Spesso erano del tutto assenti attività legate al mondo dello spettacolo e del teatro: recitazione, danza, disegno, bricolage, etc…

Performance "Iride luce delle meraviglie"
Tratta dalla performance “Iride “Luce delle Meraviglie

In un caso solo ci siamo imbattuti nel racconto di un centro estivo caratterizzato da un’ampia autonomia decisionale dei bambini e da un altrettanto ampia categoria di discipline proposte: danza, teatro, canto, orticoltura, basket, cartapesta, oltre a quelle maggiormente convenzionali. In questo caso addirittura il centro estivo proponeva dei piccoli spettacoli di teatro, danza e canto che i bambini preparavano per gli altri bambini, con grande entusiasmo e partecipazione tanto da parte degli “attori” che del “pubblico”.
Un’altra nota positiva di questo centro estivo era la possibilità di poter scegliere cosa e quanto consumare durante i pasti; così come un marcato incoraggiamento alla condivisione: rotazione dei posti a tavola, consolidamento di gruppi autocostituitisi, ma anche incoraggiamento a formarne di nuovi.
Se è lodevole un simile atteggiamento, non possiamo esimerci dal pensare (ed in questo – ci perdonerete – siamo felicemente di parte) che un ruolo importante nel supportare e realizzare concretamente queste buone intenzioni l’abbiano avuto proprio quelle discipline che spesso (troppo spesso) vengono accantonate: la danza, la recitazione, il canto, la musica, la scenografia (che per i bambini si traduce, ad esempio, nel piccolo bricolage della cartapesta o della pasta di sale), la pittura e il disegno.
Si tratta, in tutti casi, di attività che passano inevitabilmente attraverso il corpo e che sono intrinsecamente relazionali: sono fatte per essere condivise (con le altre persone in scena o in sala, e con gli spettatori che formeranno il pubblico). Inoltre si tratta di attività in cui non c’è nulla da vincere: non ci sono coppe, medaglie, primi secondi terzi posti, sconfitte.
Al contrario (soprattutto nel caso in cui le discipline cui ci riferiamo vengano proposte in forma amatoriale e giocosa/giocata) le attività legate al teatro in senso ampio (come era il teatro nelle sue origini greche) si basano sull’opportunità di offrire l’opportunità di poter condividere un percorso comune, di scoperta della propria individualità e della propria socialità e relazionalità (quello che i pedagogisti e gli scienziati sociali chiamano, con un’unica definizione, “il sé”), attraverso un percorso di confronto continuo con se stessi e con gli altri.
Si basano, anche, sulla possibilità di permettere di scegliere, in ogni momento, quale strada approfondire, a quale settore dedicarsi o con quali discipline si preferisce dialogare.
Si tratta, dunque, di un percorso in cui non ci sono vincitori né vinti, ma solo persone (molto molto giovani) che stanno esplorando insieme condividendo, istante dopo istante, i frutti delle proprie ricerche.

Ricordi d’infanzia ultima modifica: 2016-02-17T19:20:36+00:00 da gianluca

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