La Grammatica Del Flamenco

Il flamenco è forte, tenace, dolente, ma anche allegro e giocoso, un’inebriante giro di vita intorno a un falò, nato dallo storico incontro tra andalusi e gitani, plasmato all’interno delle case tra gli intimi e i pochi parenti, nei luoghi di lavoro, nelle prigioni e poi trasmesso oralmente di generazione in generazione. E’ un fatto culturale, una filosofia del vivere, una visione del mondo, è arte a più livelli ed è soprattutto passione, ardore, sofferenza, fatica, riscatto, celia.

Strutturalmente il flamenco si compone di tre parti:
canto (cante)
ballo (baile)
il suonare la chitarra (toque)
A queste si può aggiungere l’accompagnamento ritmico (jaleo).

In base al tono del testo si distingue in jondo (profondo), che è la forma più tradizionale e pura del flamenco, è malinconico, difficile da capire, ma è quello che veicola le emozioni più intime; e chico (allegro, brioso), dalla coloritura più ottimistica.

Cante, baile e toque hanno vari stili detti palos. Quando il cante è eseguito senza accompagnamento di chitarra o di baile si chiama a palo seco. I testi delle canzoni sono nati nei contesti poveri delle famiglie gitane, quindi trattano spesso tematiche legate all’amore non corrisposto, alla durezza del lavoro, alla pazzia, alla morte e rientrano quindi nel cante jondo. Ma troviamo anche tematiche più leggere e così avremo cante por alegrías, bulerías, seguiriyas ed altri. La modalità di interpretare il brano, con scatti e salti vocali, è una caratteristica tipica dei cantaores.

Nel toque solo di recente la chitarra si è ritagliata un ruolo da solista, ma generalmente è l’accompagnamento ideale per cante e baile. La differenza materiale con la chitarra classica sta nella posa bassa delle corde sopra la cordiera e nella tavola risonante. Le tecniche precipue sono quelle del rasgueado, colpi assestati dalla mano destra su più corde, e della alzapúa, suonare con il pollice su più corde e in tutte e due le direzioni, su e giù, giù e su. Il tremolo, il picado e l’arpegio sono invece desunti dalla tecnica classica di chitarra.

Lo jaleo è l’accompagnamento ritmico con il battimano (palmas) e serve a spronare il/la cantaor/a, il/la bailaor/a e il chitarrista con versi di incitamento quali olé!, arsa!, anda!, vamos! È stato Paco de Lucìa a introdurre per la prima volta l’uso del cajón (uno strumento a percussione peruviano), dalla forma di una cassa di legno sulla quale è seduto l’artista che tambureggia la parte anteriore. Da allora non può mancare in ogni spettacolo.

Il baile grande è il corrispondente del cante jondo, quindi tema serio, movimenti lenti e circoscritti in uno spazio ridotto, sguardo fiero, spalle, tronco, braccia e gambe tesi e minimo zapateado (il calpestare). Per i balli allegri c’è un maggior uso dello zapateado, in un crescendo molto dinamico fino ad arrestarsi bruscamente. La ritmica si avvale anche delle castanuelas (nacchere) per le donne e dei pitos (schiocchi delle dita) per gli uomini.

Oggi il flamenco sta vivendo una nuova giovinezza e conquistando una platea internazionale sempre più ampia.
Se volete approfondire leggete l’articolo su quelle che per noi sono le più grandi ballerine di flamenco al mondo.

La Grammatica Del Flamenco ultima modifica: 2016-03-10T18:53:24+00:00 da gianluca

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