Il flamenco di Joaquin Cortés

Quando parliamo di flamenco, pensiamo inevitabilmente all’incredibile talento di Joaquin Cortés. L’affascinante ballerino spagnolo è riuscito a diventare, esibizione dopo esibizione, una delle icone più celebri del flamenco, grazie soprattutto alla sua grande agilità, all’esperienza acquisita nel corso degli anni, ma anche alla travolgente energia che caratterizza la sua danza.

Joaquìn Pedraja Reyes nasce il 22 febbraio del 1969 a Cordova, in Spagna. La sua passione per il mondo del ballo non esita a manifestarsi sin dall’infanzia, quando il piccolo Joaquìn comincia a muovere i primi passi nella danza. Nel 1981 l’intera famiglia decide di trasferirsi da Cordova a Madrid, la patria del flamenco, dove, appena dodicenne, viene avviato in modo rigoroso allo studio della danza, riscuotendo già i primi successi. Pochi anni più tardi, infatti, entrerà a far parte ufficialmente della prestigiosa compagnia di balletto nazionale della Spagna.

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Il National Ballet diventa la culla nella quale l’incredibile talento del giovane andaluso può crescere sempre di più, portando la compagnia ad esibirsi sui palcoscenici più importanti del mondo, come il Palazzo del Cremlino di Mosca e il Cosmopolitan Opera House di New York.
L’aspetto di Joaquìn che più colpisce pubblico e colleghi è sicuramente la sua grande tenacia accanto alla resistenza alla fatica, un’abilità legata al fisico particolarmente atletico. Saranno proprio queste caratteristiche che porteranno il giovane ballerino a intraprendere una carriera da solista, specializzandosi nel genere del flamenco, rinomato per la mole di energia richiesta per affrontare un’intera esibizione.

Nel 1992, dopo aver adottato il nome d’arte di Joaquìn Cortés, il ballerino spagnolo lancia la sua prima compagnia, la Joaquìn Cortés Flamenco Ballet Company. Il progetto prende il via con un importante tour in giro per il mondo, dal nome di “Cibayì”.
La scelta di diventare un ballerino solista risulta sin da subito fruttuosa, poiché consente a Cortés di mettere a punto uno stile personale, nel quale poter mescolare le sue conoscenze di flamenco, danza classica e moderna.

Il fascino passionale di Joaquìn Cortés non passa inosservato al pubblico, tanto da assicurargli un posto anche nel mondo dello spettacolo. Il ballerino, infatti, partecipa a due pellicole del 1995, “La flor de mi secreto – Il fiore del mio segreto”, diretto dal grande Pedro Almodovar, e “Flamenco”, del regista Carlos Saura.

Tuttavia, il coronamento della carriera di Cortés avviene con la presentazione dello spettacolo “Pasiòn Gitana”, nel 1995, diretto, coreografato ed interpretato unicamente dal grande ballerino spagnolo. Lo spettacolo prende il via dalla cittadina italiana di Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi.

La multidisciplinarità che contraddistingue Joaquìn Cortés continua a trovare terreno fertile nel campo della danza e dello spettacolo, grazie alle numerose partecipazioni che il ballerino ha concesso in alcune opere. Nel 1999 l’artista diventa il protagonista di un documentario sul tema del flamenco, partecipando pochi anni più tardi in altre pellicole per il grande schermo, “Gitano”, nel 2000, e “Vaniglia e cioccolato” nel 2004.
Una curiosità a questo proposito riguarda anche una chiacchierata comparsa durante il concerto di Jennifer Lopez a Porto Rico nel 2001.

Nel campo della danza, invece, altri due memorabili successi sono principalmente il tour sudamericano “Soul” del 1999 e “De Amor y Odio”, portato in scena per tutto il 2004 sui più importanti teatri del mondo.
Tra le apparizioni più recenti nel mondo dello spettacolo, non si può non citare il grande regalo che Joaquìn Cortés ha concesso al nostro Paese, partecipando alla prima edizione di “Forte forte forte”, programma TV ideato dall’eterna Raffaella Carrà, in qualità di giurato.

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Assistendo a una sua esibizione, si riesce a cogliere immediatamente la ragione del meritatissimo successo di Joaquìn Cortés. I capelli scuri e sciolti sulle spalle, i tratti decisi e lo sguardo intenso incarnano l’energia passionale propria del flamenco e del mondo gitano, rendendo il ballerino spagnolo il candidato ideale per rappresentarla. Un altro aspetto molto importante può essere racchiuso nel termine “duende”, usato per descrivere quell’aura di mistero che un ballerino di flamenco dovrebbe essere in grado di sprigionare ogni volta che sale su un palcoscenico. Ebbene, Joaquìn Cortés sicuramente ha “duende” da vendere.

Il flamenco di Joaquin Cortés ultima modifica: 2015-08-17T18:25:30+00:00 da gianluca

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