Il ballo nella tradizione di Roma

Che ruolo ha avuto nei secoli il ballo a Roma e dintorni? Era parte importante della vita quotidiana o momento riservato a poche occasioni particolari?

Com’è naturale il suo utilizzo è cambiato molto nel corso delle varie epoche ma la sua importanza non è mai venuta meno. Nella Roma antica l’uso principale era di tipo bellico e religioso con danze come la Bellicrepa, istituita da Romolo per ricordare il Ratto delle Sabine, oppure le danze Baccanali e le Lupercalia entrambe messe in scena a scopo religioso da parte di sacerdotesse e sacerdoti ma poi estese anche al popolo in maniera a volte sfrenata e lasciva.

Bartolomeo Pinelli - Saltarello

Si danzava anche per rallegrare banchetti e feste di vario genere intrattenendo gli ospiti con rappresentazioni che arrivavano ad una certa complessità interpretati sia da uomini che da donne e c’era anche la danza di teatro come forma di divertimento per il popolo.

Andando avanti nel tempo la musica, naturale accompagnamento del ballo, riveste sempre un ruolo fondamentale nella vita dei romani e dei popoli limitrofi. Come dimenticare gli stornelli romani ottocenteschi ricchi di rime divertenti e di doppi sensi?

L’elemento giocoso oltre che nelle canzoni tipiche della tradizione romana era evidente anche in uno dei balli più diffusi e caratteristici della zona di Roma e in generale dell’Italia centrale (Abruzzo, Lazio, Umbria, Molise e Marche): il saltarello.

Prosecuzione della saltatio, un genere molto amato dai latini prima della conquista dei romani, questo ballo folkloristico si è reso sempre più famoso nel XIX grazie anche alle rappresentazioni che ritroviamo numerose ad opera di pittori e scrittori.

Il saltarello era caratterizzato, come suggerito dal nome, principalmente da semplici salti con i piedi e movimenti con le braccia accompagnati dal suono di tamburelli, organetti, zampogne e vari altri strumenti tipici di epoche passate. Un ballo ricco di somiglianze ed affinità con la tarantella tipica invece delle regioni del Sud Italia.

Quando si ballava il salterello? Beh ogni occasione era quella giusta. Tutti i momenti della vita quotidiana dalla vendemmia alla mietitura, dal raccolto alle feste in famiglia.

Ogni momenti di svago o di lavoro poteva essere accompagnato da espressioni coreutiche di vario tipo ed il salterello era sicuramente una delle principali. Si ballava all’aperto nelle aie e nei cortili delle case di campagna ma anche nei campi e nelle terrazze, sia di notte che di giorno e in tutte le stagioni.

C’erano varie versioni del Saltarello: il saltarello dell’osteria, quello delle fragole, quella della pizza e della ricotta, il saltarello del lago, il saltarello Decco.

Insomma era un ballo molto amato e molto diffuso a Roma e dintorni in quanto danza divertente e scacciapensieri dal ritmo sostenuto e coinvolgente in grado di creare socializzazione e di far dimenticare le fatiche della giornata.

Un’altra versione era il ballo della Teretecca nel quale si utilizzava una tavola di legno con attaccati dei ferri che se percossi producevano un suono particolare e ritmato.

E oggi, cosa si balla maggiormente nella capitale? Voi cosa ballate?

Il ballo nella tradizione di Roma ultima modifica: 2015-11-04T09:00:51+00:00 da gianluca

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