Camarón de la Isla, una voce per il flamenco

Il flamenco è un flusso di emozioni contrastanti, amore, morte, dolore e malinconia. José Monge Cruz, in arte “Camarón de la Isla”, riuscì a plasmare quella corrente di passioni e diventò uno dei più grandi interpreti di flamenco di tutti i tempi.

José nacque a Cadice nel 1950, in una famiglia gitana assai numerosa. Fu suo zio ad affibbiargli il nome “camarón” (“gambero”) perché da piccolo aveva i capelli biondi e la pelle chiarissima, caratteristiche insolite per uno zingaro.

Camarón de la Isla - Paco de Lucía
Camarón de la Isla e Paco de Lucía in un dipinto di Aguijarro.

I suoi genitori cantavano entrambi e fu naturale per Camarón intraprendere la stessa strada. Sin da giovanissimo era solito ascoltare la madre prodursi nelle bulerías e nei fandangos e fece conoscenza con gli artisti che frequentavano la sua casa.

A soli sette anni rimase orfano di padre e la necessità lo costrinse ad esibirsi nelle osterie e in vari locali, dimostrando sin da subito, nonostante la giovane età, uno straordinario talento.

Nel 1966, dopo aver vinto il suo primo festival del “Cante Jondo” (“canzone profonda”) a Mairena de Alcor, se ne andò a Madrid dove incontrò Paco de Lucía, chitarrista di enorme valore, col quale iniziò una collaborazione che diede alla luce nove dischi.

Il loro primo lavoro “El Camarón de la Isla con la colaboración especial de Paco de Lucía” uscì nel 1966 ed è considerato l’inizio di una vera e propria rivoluzione musicale.

Nel 1977 il loro ultimo album “Castillo de Arena” segnò la fine di una lunga unione artistica.

Fu poi con un nuovo chitarrista e amico, Tomatito, che Camarón diede vita, sin dal 1979, ad un percorso innovativo grazie al quale il flamenco cominciò a nutrirsi di singolari sperimentazioni sonore.

Il rock e il jazz abbracciarono la musica gitana di Camarón: il “flamenco rock gitano”, come lui lo definiva, arrivò all’attenzione degli ascoltatori di tutto il mondo.

L’album “La leyenda del tiempo” del 1979 è quello che più di tutti contiene quelle innovazioni e quei cambiamenti di cui Camarón si fece promotore.

La vita del cantaor fu attraversata anche da difficoltà e dolori.

Verso la fine degli anni ’80, Camarón provocò un incidente nel quale morirono due persone: l’artista evitò la prigione solo perché era incensurato.<(p>

In seguito, le droghe e il fumo iniziarono a minare la sua salute.

Nel 1992 durante la lavorazione del suo album “Potro de rabia y miel”, in un momento di grande successo, gli fu diagnosticato un cancro ai polmoni causato dal tabagismo e dal consumo di stupefacenti.

Morì il 2 luglio 1992: Camarón, avvolto in una bandiera gitana, fu seppellito nel cimitero di San Fernando, la sua città natale.

Camarón de la Isla, una voce per il flamenco ultima modifica: 2015-10-31T11:00:58+00:00 da gianluca

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