I balli del XIX secolo

La letteratura e il cinema sono due linguaggi che spesso possiedono la grande abilità di farci sognare con le atmosfere tipiche del periodo storico al quale fanno riferimento. Per esempio, pensando all’Ottocento, a molti di noi potrebbero venire in mente i romantici costumi e i dialoghi dell’eterna Jane Austen, ma anche, perché no, la conturbante ambientazione del Moulin Rouge.

Ma il XIX secolo è stato un periodo molto importante anche per il ballo, poiché alcuni dei più illustri ballerini della storia hanno creato le loro grandi coreografie proprio in questo periodo storico, consentendoci di ammirare ancora oggi quello che viene definito il Balletto Romantico.

balletto

In realtà questo termine non è esclusivo del mondo della danza. Al contrario, il Romanticismo viene considerato piuttosto come una corrente multidisciplinare che abbraccia il settore dell’arte ma anche della letteratura, della musica e quindi anche del ballo.

L’artista romantico basa la sua ideologia su diverse tematiche molto importanti, tutte in netto contrasto con le teorie razionali tipiche dell’Illuminismo francese. L’uomo romantico, al contrario, presta molta attenzione ai propri sentimenti e alle proprie pulsioni, piuttosto che alla ragione, per cui troviamo spesso in ambito culturale dei riferimenti al sogno, all’amore, alle emozioni e persino alla follia.

Frequenti sono anche i richiami ai luoghi lontani, ammirati dai viaggiatori europei soprattutto nel contesto dei boudoir orientaleggianti, spesso raffigurati da molti pittori, come testimonia “La grande odalisca” di Jean-Auguste-Dominique Ingres.

Un altro elemento tipico del Romanticismo è il titanismo, inteso come l’acquisizione da parte dell’uomo di una grande consapevolezza nelle proprie capacità, tanto da trovare il coraggio di sfidare forze superiori, come il destino, la morte, la natura e le divinità.

Immerso in questo contesto rivoluzionario, anche il balletto subisce una radicale trasformazione, incarnando alcune degli aspetti principali del Romanticismo anche nelle tematiche delle grandi opere del XIX secolo.

L’interesse per il soprannaturale e le ambientazioni mitologiche rappresenta sicuramente una delle più evidenti novità nell’ambito della danza, come testimoniano opere come “La Syplhide”, portata in scena per la prima volta a Parigi dalla grande ballerina Maria Taglioni nel 1832, o “Giselle”, lanciato da Carlotta Grisi nel 1841.

Entrambi i balletti si basano su delle figure soprannaturali, le silfidi e le villi, in grado di intervenire nelle delicate vicende d’amore che ruotano attorno alla trama, ben lontane dallo sdolcinato lieto fine tipico del passato.

Un altro aspetto importante, infatti, evidente anche in queste due opere, è una certa propensione per il finale tragico. La perfida silfide si intromette nelle nozze del giovane James, che alla fine della storia conferma il detto del “chi troppo vuole, nulla stringe”, perdendo sia l’amata creatura soprannaturale, sia la futura sposa.

Tra i caratteri più importanti del Balletto Romantico, inoltre, è evidente quello che potrebbe essere definito come il “culto della ballerina”. Se fino a pochi anni prima, infatti, gran parte della scena era incentrata sulle figure maschili, a partire dall’Ottocento i coreografi iniziano a dare spazio soprattutto alle ballerine, oggetto di una forte rivoluzione artistica.

I costumi si fanno più snelli, eliminando le pesanti sottogonne e gli scomodi tacchetti per conquistare gli abiti leggeri, i tutù e, per la prima volta, le scarpette.

Ad incarnare questo importante cambiamento è stata per la prima volta Maria Taglioni, la fautrice del balletto “en pointe”, ovvero sulle punte. Il ruolo della silfide, figlia del vento, richiedeva una leggerezza che gli abiti dell’epoca non potevano di certo rappresentare, per cui l’artista impose dei costumi più adatti al ruolo, oltre all’utilizzo delle scarpette adatte per ballare sulle punte, proprio per conferire una maggiore spinta verso l’alto di tutto il corpo.

Tra le altre grandi opere del XIX secolo, non possiamo non citare anche balletti come “Coppelia”, “Le Corsaire” e “Don Chichotte”, arrivando agli indescrivibili spettacoli portati in scena da uno dei più importanti coreografi della storia, Marius Petipa, autore degli splendidi balletti ispirati alle musiche di Tchaikovsky, tra cui “La bella addormentata” e “Il lago dei cigni”.

L’importanza che il Balletto Romantico ha avuto sulla storia della danza moderna trova un’ulteriore conferma nel fatto che la maggior parte di queste opere ancora oggi continuano ad essere molto presenti nel contesto più ristretto delle scuole di ballo, così come sui grandi palcoscenici di tutto il mondo.

I balli del XIX secolo ultima modifica: 2015-09-29T16:23:11+00:00 da gianluca

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