Alwin Nikolais e la modern dance

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Alwin Nikolais è stato una figura molto particolare e rivoluzionaria nel panorama della danza, un’artista variegato approdato al mondo del ballo in modo quasi casuale. Nato a Southington da genitori di origini russo-tedesche nel 1910 e morto a New York nel 1993, Nikolais era infatti prima di tutto un pianista che iniziò la sua carriera accompagnando le proiezioni di film muti e successivamente le lezioni di danza classica di alcune scuole di ballo della sua città.

Fu marionettista e creatore del teatro astratto multimediale. Nel 1933, all’età di ventitre anni, rimase molto colpito da uno spettacolo di danza di Marta Wigman (in tour in America) per l’utilizzo particolare della musica tribale. Venne allora convinto da Truda Kaschmann, un’allieva della Wigman, ad iniziare a studiare danza ed i due avviarono una collaborazione che continuò nel tempo dando vita a numerose coreografie e spettacoli.

Alwin Nikolais studiò con i migliori maestri della danza moderna come Martha Graham, Doris Humphrey e Hanya Holm per poi elaborare un suo stile geniale e magico che lo rese uno dei maggiori rappresentanti della modern dance americana di seconda generazione a partire dagli anni Cinquanta.

Credeva infatti che la danza non dovesse coincidere con l’espressione delle emozioni o con il raccontare storie ma col movimento nella sua essenza più pura, prendendo spunto dalle marionette che tanto amava.

Per arrivare all’essenza del movimento era necessario sperimentare e Nikolais non si tirò mai indietro dando vita a spettacoli in cui si rivoluziona il rapporto spazio-tempo-forma e in cui si privilegiano l’astrazione, la metamorfosi e la multimedialità.

Nikolais era oltre che coreografo anche scenografo, costumista, tecnico delle luci e compositore della musica dei suoi spettacoli. Realizzava ad esempio diapositive colorate da proiettare sul palco, numerosi effetti ottici come elemento fondamentale delle esibizioni e vari studi sulla percezione ottica di forme e colori.

Potrebbe essere definito un mescolatore di magie per la sua capacità di mixare ogni elemento sulla scena dando vita a scenari onirici, misteriosi e incantati in cui ambientare le sue coloratissime coreografie. La sua è una danza spettacolo che elimina gli aspetti espressivi per concentrarsi su una ricerca astratta e quasi fredda del movimento con una forte componente spersonalizzante.

Tra gli spettacoli più importanti ricordiamo Kaleidoscope del 1956, Allegory del 1959, Totem del 1960, Imago del 1963, Echo del 1969, Structures del 1970, Crossfade del 1974.

Con Totem Nikolais ebbe occasione di esibirsi anche in Italia al Festival di Spoleto nel 1960 ed ebbe molto successo con la stagione ospitata al Teatre des Champs Elysees di Parigi nel 1968, portando così anche in Europa la sua straordinaria danza coreutica espressione di una modern dance di seconda generazione di altissima qualità.

Alwin Nikolais e la modern dance ultima modifica: 2015-10-04T11:00:19+00:00 da gianluca

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