A cosa serve un centro estivo

A cosa serve un centro estivo?
Probabilmente una delle prime risposte a questa domanda potrebbe essere di carattere utilitaristico – pratico: serve a “parcheggiare” i bambini in uno spazio più o meno sicuro, quando le scuole sono chiuse, ma i genitori non sono ancora in ferie. Una soluzione pratica, spicciola.

Iride Luce delle Meraviglie
L’immagine è tratta dalla performance Iride Luce delle Meraviglie

È una risposta plausibile e verosimile che parla delle esigenze e delle difficoltà quotidiane della genitorialità; difficoltà raramente prese in considerazione.
Eppure la scelta del centro estivo cui affidare i bambini durante le prime settimane (o i primi mesi) estive si caratterizza spesso per la sua accuratezza, proprio come la scelta della scuola.
Dunque il centro estivo non è solo un baby parking, o perlomeno ci si aspetta che possa essere qualcosa in più.
In questo qualcosa in più si manifesta la responsabilità e la professionalità che gli organizzatori e i gestori di un centro estivo possono avere.
La scelta delle attività che possano offrire questo valore aggiunto a ciò che si configura, essenzialmente, come un’ esigenza di ordine pratico è fondamentale per trasformare il parcheggio in una piacevole esperienza formativa basata sulla socialità del gioco.
Appare evidente che non tutti i bambini (così come non tutti gli adulti) sono interessati alle medesime attività: ognuno ha i propri gusti, a prescindere dall’età anagrafica, e la possibilità di scegliere stimola la consapevolezza e innesca un percorso di crescita matura (non solo fisiologica, ma anche intellettuale, morale, relazionale, emotiva, etc…).
Fin d’ora emergono due elementi che per un centro estivo dovrebbero essere irrinunciabili: da un lato l’ampiezza dell’offerta di attività svariate, dall’altro la capacità e la volontà di ascoltare le scelte e i desideri dei bambini.
Come afferma il danzatore Alito Alessi (cfr gli articoli dedicati alla DanceAbility®), i bambini sono una delle categorie cui viene continuamente negato il diritto di scegliere: offrirgli uno spazio in cui possono scegliere, e sperimentare in sicurezza le conseguenze delle loro decisioni, è un’occasione fondamentale per la loro formazione come individui e come persone in relazione con l’ambiente e con altre persone.
Per soddisfare queste esigenze i centri estivi hanno almeno due opzioni: offrire una gamma estremamente variegata di attività disparate, oppure specializzarsi in attività ben precise.
Si tratta, in entrambi i casi, di soluzioni valide purché oneste: ciò che le strutture dichiarano dovrebbe corrispondere a ciò che effettivamente offrono e contengono.
Il primo caso, quello dell’ampia offerta, è una meta che in pochi riescono davvero a raggiungere: spesso ci si sofferma sulle attività prettamente sportive e, anche in questi casi, sugli sport “mainstream”, come il calcio o la pallavolo, mentre altri (come il basket ad esempio) vengono completamente dimenticati. Per poter davvero offrire un ventaglio di scelte adeguato bisognerebbe poter disporre di spazi enormi, moltissimo personale e adeguata competenza in ogni settore proposto. È quasi impossibile.
Vediamo invece il secondo caso, quello della delimitazione delle attività: la struttura potrà proporre le discipline in cui ha maggiore competenza, potrà altresì coinvolgere insegnanti e animatori altrettanto competenti e potrà adattarsi anche a spazi di medie o piccole dimensioni. Inoltre beneficerà dell’onestà di proporre un’offerta che corrisponde al suo effettivo contenuto, permettendo ai clienti di scegliere davvero.
Proprio in questo modo, grazie alla possibilità di scegliere, il centro estivo potrà trasformarsi da “struttura di parcheggio” ad esperienza piacevole; ricordando che il centro estivo non è una scuola, né una palestra, né una scuola di danza, né un corso di recitazione, ma nemmeno una ludoteca. È una fusione leggera di tutto ciò: attinge ad ognuno di questi elementi senza vincolarsi a nessuno in particolare, eppure con competenza e attenzione. Anche al fine di superare l’opposizione tra momento ricreativo e momento formativo: è possibile trovare un punto di equilibrio ed elaborare un giocoso momento di crescita.

A cosa serve un centro estivo ultima modifica: 2016-03-03T20:58:02+00:00 da gianluca

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